ARRIVA IL FRATELLINO!

Sta per arrivare un fratellino o una sorellina e molti genitori si fanno la stessa domanda: come fare con il primogenito? Prepararlo per tempo, sopportare la sua gelosia e gestire bene il momento del parto sono di sicuro indicazioni preziose, soprattutto leggendo libri e volumi riguardo l’argomento.

Analizzando numerosi testi, quello di maggior rilievo è senza dubbio “È in arrivo un bambino” di John Burningham e Helen Oxenbury, esponenti della letteratura per l’infanzia internazionale. Oramai la domanda si è fatta sempre più frequente e incalzante: “Mamma, quando arriva il bambino?” In questo albo l’attenzione degli autori è rivolta al fratello maggiore, che vive l’attesa alternando momenti di curiosità ad altri di tristezza e confusione. La storia comincia dall’annuncio della mamma, semplice e asciutto, mentre il figlio è sotto le coperte: “Presto ci sarà un altro bambino!”. Questa notizia viene data presto, all’inizio della gravidanza. Ogni giro di pagina notiamo che il tempo scorre, la pancia di lei cresce e il dialogo tra madre e figlio va avanti, sobrio, dolce. Le situazioni che li ritraggono sono sempre diverse: li vediamo al ristorante, al museo, al parco, allo zoo, a casa nella vasca da bagno. La sensazione è quella di una profonda intimità che li lega, di un affiatamento tangibile, un desiderio comune di vivere tante esperienze belle insieme. Il volume è tutto costruito su questo meccanismo dal ritmo regolare: due pagine sono dedicate al dialogo tra mamma e figlio, le due facciate seguenti alla materializzazione dei pensieri del bambino. Le sue esternazioni, che rivelano sempre una punta di gelosia e competizione nei confronti del nascituro, non vengono mai contraddette o sminuite dalla mamma. Al contrario, è sempre lui ad avere l’ultima parola. La madre non ribatte mai. A metà del libro, che corrisponde a metà gravidanza, arriva per la prima volta la richiesta che nessuna mamma in attesa vorrebbe mai sentirsi rivolgere:

  • Mamma, puoi dire al bambino di andare via?
  • Noi non abbiamo mica bisogno di questo bambino. Eh, mamma?

Che fare? Che rispondere? Ancora una volta questa mamma elegante, moderna, colta, sceglie il silenzio e rimane calma e serena. Anche questo brutto pensiero va rispettato e compreso.

Non c’è bisogno di dire nulla. Scivolerà via come la pioggia battente. L’importante è affrontarlo insieme…

Particolare attenzione la rivolgiamo ad una pedagogista di alto rilievo di nome Roberta Cavallo.

La studiosa si presenta cosi: “Aiuto i genitori a interpretare il comportamento, i “messaggi segreti” e “gli indizi” dei bambini per risolvere i problemi di educazione e di gestione dei figli. Il mio metodo educativo ti permette di risolvere il caso e di capire tuo figlio usando le risorse naturali che già hai per trovare la “vostra soluzione di educazione e crescita.”

La Cavallo scrive innumerevoli libri, con numerose teorie e osservazioni sperimentali riguardo la gestione dei bambini soprattutto con l’arrivo di un fratellino. L’autrice sottolinea innanzitutto perché fratelli e sorelle non devono andare d’accordo e perché nessun genitore riesce a risolvere i litigi fra i figli.  “Non è una colpa odiare la sorella” afferma la Cavallo. Siamo abituati per cultura, e lo vorremmo anche, che i fratelli si amassero, che andassero d’accordo. Devono andare d’accordo! Di solito partiamo con questa tiritera, ma la verità è un’altra.

Immergerci nella testa del primogenito! Questa è la cosa migliore che possiamo fare, immergerci nei naturali pensieri che frullano nella mente del nostro primo figlio/a. Lui era nel suo mondo dorato, con una mamma e un papà, et voilà, arriva la sorellina (o fratellino). La prima cosa che pensa è “evidentemente non sono bastato”, “perché farne ancora una, se c’ero già io? Forse non vado abbastanza bene”. I bambini vivono per essere amati da mamma e papà e per raggiungere questo loro obiettivo naturale, all’inizio, sarebbero disposti a fare di tutto pur di soddisfarli. “Se mamma ti coccola, sorride prima a te, ti prende sempre in braccio, allora vuol davvero dire che veramente tu hai più di me, tu vali più di me” – “Io ti odio”, questo pensiero si accentua nella sua naturale fase egocentrica, entro i 6/8 anni.

L’altro pensiero che lo turba è il dover condividere mamma e papà. Ed ecco che proprio non ce la fa, è un impulso irrefrenabile, un bisogno che non riesce a controllare: deve dar fastidio alla sorellina/al fratellino. Questo atteggiamento, che noi genitori non sopportiamo e non comprendiamo, li aiuta a sfogare quello che sentono dentro. Le parole non bastano, sono troppo piccoli per capirlo, servono i fatti! Innanzitutto, bisogna riorganizzarsi per dedicare del tempo esclusivo e di qualità al primogenito, così torna a sentirsi amato. La sua esigenza è capire dall’atteggiamento di mamma e papà, e non dalle parole, che è amato come prima, più di prima e allo stesso identico modo. Più noi genitori capiamo l’importanza di rassicurare i bambini attraverso il tempo e le azioni, più loro hanno delle risorse interiori per tollerare la presenza della sorella e del fratello.

Concludendo possiamo sottolineare quanto sia complicato e difficile gestire la sensibilità del primogenito nei confronti dell’arrivo di un nuovo fratellino, quindi bisogna imparare a comprendere il suo disagio e accoglierlo senza giudicarlo perché la sua relazione è del tutto naturale, ma soprattutto dobbiamo confermargli quanto amore e attenzioni abbiamo per lui prima che le chieda, sapere che abbiamo le forze e le capacità per occuparci benissimo di entrambi senza che ne patiscano.

Ringraziamo Mamma Luana Scuderi per averci concesso l’uso delle foto.

Mariangela La Porta

“Mariangela La Porta è tirocinante presso dell’università di Roma Tre, Facoltà di Scienze della Formazione. Questo articolo è parte del lavoro di tirocinio e formazione che sta svolgendo presso il Centro Dharma.
L’articolo è stato scritto sotto la supervisione della dott.ssa Mabel G. la Porta Pedagogista ed educatrice del Centro Dharma.”

Per approfondire suggeriamo:

È in arrivo un bambino –  John Burningham e Helen Oxenbury, Motta Junior, 2011

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