I genitori anziani; come gestire la convivenza con i ruoli che si invertono.

Imparare a prendersi cura di chi prima si prendeva cura di noi non è facile e non è un ruolo che si improvvisa dall’oggi a domani. E’ una sfida che uomini e soprattutto donne affrontano contemporaneamente ad altre situazioni di vita quotidiana a loro volta non facili;  accudire un figlio o più figli che stanno crescendo; difficoltà lavorative con orari incompatibili, o in caso di anziani over 90 può capitare di avere figli di 70- 75 anni che devono prendersi cura dell anziano genitore facendo i conti con la propria età e con gli “acciacchi ” personali. Una sfida  che porta le persone a diventare genitori dei propri genitori, muovendosi  tra la casa, i figli, il lavoro, i medici e le pratiche burocratiche per l’accesso alle cure, la stanchezza, la frustrazione e la RABBIA.

La rabbia è un’emozione particolarmente critica per un figlio, ma è assolutamente normale! Magari perché  la persona per la quale ti stai prendendo cura è agitata o aggressiva e lo stress sembra schiacciarti, non hai aiuto e non hai la possibilità di chiederlo e sei da solo/a a gestire una situazione senza dubbio più grande di te. Inoltre, nei casi di malattie come la demenza senile o l’Alzheimer, si aggiunge il dolore di perdere la persona che conoscevi.
Nel tuo ruolo di figlio/a “caregiver” non puoi sempre fermare o controllare queste situazioni.

La stanchezza evolve fino all’esaurimento fisico ed emotivo quotidiano, se non si pongono dei piccoli e grandi freni.

Il primo passo da fare è quello di non rimproverarti quando ti senti in colpa o frustrato.
quello che ti proponiamo sono dei piccoli rimedi:

1. La tua presenza è sempre importante, anche se non ti sembra di fare abbastanza.

2. Consenti a te stessa di avere momenti di imperfezione.

3. Non aspettare di essere fisicamente ed emotivamente stanco e sopraffatto dalla situazione; chiedi aiuto e supporto (parente, un amico, un operatore sanitario, badante ecc.)

4. Quando la rabbia prende il sopravvento ricordati con chi hai a che fare; pensa attentamente al motivo per cui la persona di cui ti sta prendendo cura, ti sta facendo così tanto arrabbiare. Forse il suo comportamento non ha niente a che fare con te. Spesso è proprio la sua condizione di salute a creare scarso controllo degli impulsi o memoria e quindi ti chiedono la stessa cosa più e più volte,  non ti riconosce e ha paura che tu sia uno sconosciuto, o ti confonde per qualcun altro, magari l’amica con cui andava a teatro 30 anni fa…

In alcuni casi anche i farmaci possono causare reazioni di aggressione e violenza. Comprendi e in alcuni casi lascia correre… Non sprecare tempo ad arrabbiarti per cose che non puoi controllare.

5. Includi un po’ di svago e divertimento per te e il tuo caro; non rinunciare alla tua vita e alle cose che ti piacciono. concediti degli svaghi che ti permettano di riprendere energie: fai una passeggiata, accendi la musica e canta, guarda magari insieme al tuo caro delle vecchie foto.

6. Non insistere se in quel momento l’anziano non collabora. Fai qulcos’altro e riprovaci più tardi.

7. Riconosci che non è possibile modificare le relazioni passate; che sia tua madre o tua suocera, l’anziano nonno o la vecchia zia con cui non sei mai andato/a particolarmente d’accordo ora devi mettere da parte l’ostilità e procedere verso la soluzione migliore. Riconoscere di non essere in grado di occuparsi della situazione è un grande atto di responsabilità. Preoccupati di individuare qualcuno all’altezza della situazione.

9. Accetta un aiuto esterno; In un primo momento l’idea di farsi aiutare da qualcuno “esterno alla famiglia” non viene mai o quasi, accettata, si è convinti di farcela da soli e non si vuole intrusi in casa….  Un aiuto è una risorsa all’interno della famiglia. Chi non lo accetta è costretto a sacrificare la propria vita, i propri impegni e quelli dei figli, creando così un grande disagio all’interno del nuovo sistema familiare. Potrebbe nascere un accumulo di tensioni che la famiglia non riesce più a sostenere. Ricorrere quindi ad aiuti esterni, come ad esempio una badante in determinate ore del giorno, possono aiutare a non cambiare del tutto la vita quotidiana.

Se hai un anziano a carico e  sei il caregiver, il nostro centro mette a disposizione negli incontri mensili di supporto.

Contatta la segreteria per fissare un appuntamento. 0669360334 Info@dharma-psicologiaroma.it

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3 thoughts on “I genitori anziani; come gestire la convivenza con i ruoli che si invertono.

  • 15 Febbraio 2019 at 19:23
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    Vero non è facile accudire persone anziane soprattutto se anno Alzheimer lo notò con mia madre mi ritrovo spesso a sentirmi in colpa perché so di non esserle di aiuto come vorrei abbiamo affrontato in casa eventuale aiuto esterno ma nessuna decisione presa a me spaventa vederla sempre a letto e ogni giorno che passa si spegne sempre più

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    • 15 Febbraio 2019 at 19:26
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      Cara Chiara,
      La consapevolezza di tutto ciò è già un buon inizio da cui partire.
      Come detto nell’articolo non devi affrontare questo da sola. Trova un supporto. Un abbraccio

      Reply
      • 15 Febbraio 2019 at 19:42
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        Ok grazie un abbraccio a voi

        Reply

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