Iary, 12 anni spiega il matodo Davis nella Dislessia

Iary ha 12 anni, è dislessico e disgrafico e frequenta il centro Dharma da 2 anni. Qualche mese fa, in un momento di chiachiere,abbiamo parlato della dislessia e delle problematiche scolastiche che lui e altri ragazzi si trovano tutti i giorni a combattere. A seguito di questa chiacchierata abbiamo svolto una ricerca sulla dislessia e come promesso la condividiamo sul nostro Blog.

Il lavoro di Iary è stato fatto in maiera impeccabile. Vi invitiamo alla lettura e a lasciare il vostro commento.

“Ronald Davis è un dislessico che ha studiato la sua dislessia molto a lungo. Lui teorizza che gli individui dislessici siano pensatori visuali, che sperimentano il  disorientamento nella percezione di:  tempo, vista, udito, e/o equilibrio e coordinazione.  Davis individua due elementi chiave:

  1. Un metodo per controllare il disorientamento percettivo;
  2. Un metodo per eliminare le cause del disorientamento percettivo.

 La soluzione sta nell’ insegnare allo studente  come riconoscere la difficoltà quando si trova in un stato di  disorientamento  e  come usare la propria mente e la propria consapevolezza, cercando così di “orientarsi”. Questo in realtà è come insegnare ad un bambino a trattenere il respiro quand’è sott’acqua;  si tratta semplicemente di imparare a controllare consapevolmente qualcosa che solitamente succede inconsapevolmente nella nostra  mente. Ma purtroppo nella scuola non succede!

Negli anni Davis ha sviluppato molti modi per insegnare questo controllo: il metodo più usato e affidabile è il protocollo chiamato  Orientamento Davis, che è descritto in dettaglio nel suo libro “Il dono della Dislessia.” Usando questa tecnica lo studente, secondo Davis, impara a muovere  “l’occhio della mente” verso un punto di osservazione  diverso,  fino a trovare un punto di riflessione ottimale per focalizzare l´attenzione, “punto di orientamento”.

Gli studenti che hanno difficoltà con l’approccio della visualizzazione, possono raggiungere lo stesso risultato attraverso un approccio cinestetico, chiamato “allineamento e sintonizzazione di precisione”.

 Se la persona continuerà a percepire male le lettere e le parole, è necessario risolvere il disorientamento prima che lo studente possa peggiorare, perché altrimenti egli continuerà a percepire male lettere e le parole.

 Se una parola a volte sembra “dito”, e altre volte sembra “doti” o “topi” o “tipo”, non c’è speranza che lo studente diventi mai in grado di riconoscere la parola.  Un genitore o un insegnante potrebbe pensare che lo studente/figlio abbia problemi di ripetizione e memorizzazione.

 Invece lo studente è solamente  confuso e frustrato perché gli sembra che il l’insegnante gli stia mostrando ogni volta parole diverse.

 Il metodo Davis è facile da insegnare, (o almeno mi sembra) dato che coinvolge  un’abilità in cui i bambini dislessici sono molto bravi: “usare la propria immaginazione e creatività”

Noi ragazzi dislessici abbiamo poca padronanza su: 

  • Alfabeto e simboli linguistici di base;
  • Parole per cui il dislessico non figura un’immagine o un significato;
  • Capacità di disporre in sequenza le lettere e le parole.

Creare delle lettere, usando la plastilina sarebbe un ottimo metodo per memorizzare meglio le parole durante un copiato con il fine di dare la possibilità di distinguerle meglio. Per esempio un dislessico non  distingue la (S) con la (Z) perché sono simili.

Sono convinto che sia i bambini che gli adulti potrebbero miglirare molto anche la loro autostima se usassero queste strategie e anche la scuola sarebbe più divertente perché la lettura e la scrittura verrebbe imparata da noi in maniera più divertente e pratica.

Spero che alcuni porofessori e maestri leggano questo articolo e si informino su tutti gli strumenti che ci sono per aiutare noi studenti con disturbi di apprendimento, cosi noi studenti non dobbiamo subire la frustrazione di non farcela. “

Iary 12 anni

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