ATTENZIONE AL LINGUAGGIO!

Il linguaggio, è un mezzo potentissimo che ci permette di relazionarci e di condividere con gli altri; ci permette di esternare ed esprimere i propri messaggi interiori e, di trasmetterli nell’ambiente circostante.

Tutti noi siamo consapevoli dell’importanza del linguaggio in tutte le sue forme verbali e non verbali. Senza di esso come si riuscirebbe a spiegare come si è? Cosa si pensa? Cosa si prova?.
E’ nella natura dell’uomo essere un’animale sociale, basti pensare al fatto che comunichiamo anche quando ci sembra di non farlo, anche quando non emettiamo suoni né effettuiamo gesti. Attraverso le nostre espressività, attraverso il nostro corpo e, anche attraverso il semplice rimanere in silenzio, esterniamo una molteplicità di messaggi negativi o positivi ai nostri interlocutori.
Per portare un esempio: se non si parla, si comunica che non si ha voglia di parlare.

Perché però “attenzione al linguaggio!”?

Chiunque è dotato di un linguaggio, influenzato da contesti socioculturali, da dialetti e dalla comunità con la quale ci troviamo ad interagire.

Il punto focale di questo articolo però non è il semplice saper parlare e comunicare, ma rivolgere un’accurata attenzione a come si parla, in che modo si trasmettono i messaggi e a chi.
 
Il linguaggio deve poter essere flessibile e modificabile e a seconda dei contesti in cui ci troviamo, è importante saper attuare forme di comunicazione diverse.

Attraverso il nostro linguaggio educhiamo i nostri figli, istruiamo i nostri alunni, ci rapportiamo con adulti, coetanei, giovani, bambini e neonati. Un linguaggio univoco non basta, per questo va fatta un’accurata attenzione a come ci si esprime.

La mamma comincia ad interagire con il proprio figlio sin dal primo vagito; gesti, piccole parole appropriate al momento.

Il bambino è bisognoso di ricevere, di ascoltare è un libro aperto che necessita di riempire pagine di amore e comprensione.

Solo la nostra attenzione può colmare al meglio la crescita sana ed educata di un bambino.
I bambini sono curiosi, insaziabili, imitatori… Riproducono le nostre azioni, le nostre parole. Per questo bisogna saper parlare bene! “Sforzarsi” di utilizzare un linguaggio corretto e chiaro che aiuta il bambino nella sua formazione e crescita a saper sviluppare ed esternare gradualmente al meglio i suoi pensieri in parole.

Da non sottovalutare è anche la comunicazione non verbale, attraverso il corpo e l’atteggiamento che abbiamo con quest’ultimo inconsapevolmente trasmettiamo un’infinità di messaggi che il bambino percepisce e interiorizza.

Come possiamo correggere o utilizzare al meglio il nostro corpo per comunicare in maniera positiva ai bambini?

E’ semplice! Con “piccoli grandi” gesti e attenzione. Di seguito 4 regole spunto principali:

1) ASCOLTARE CON GLI OCCHI: Una delle prime forme di comunicazione passa attraverso gli occhi. E’ importante che il bambino capisca attraverso il nostro sguardo che lo stiamo ascoltando veramente e che siamo interessati a ciò che ci vuole comunicare e trasmettere.

2) CONTATTO: anche il contatto fisico è una forma di comunicazione positiva molto importante, le carezze, gli abbracci.. da quando il bambino è appena nato, trasmettono una miriade di vibrazioni e messaggi positivi che lo fanno sentire protetto e amato.

3) METTERSI SULLO STESSO PIANO: spesso non ci pensiamo, presi dalle tante faccende di casa e di lavoro, siamo sfuggenti, rispondiamo ai bambini dall’alto al basso, giochiamo con loro in modo frettoloso e con poca attenzione. E’ importantissimo, invece, per garantire una comunicazione efficace e costruttiva quando decidiamo di dedicare del tempo al gioco con lui, metterci seduti sul suo stesso piano (ad esempio se il bambino sta giocando per terra, sederci sul pavimento di fronte a lui) e giocare.. mai dare le spalle!.. e mantenere sempre un contatto frontale visivo.

4) TONO DELLA VOCE: anche il tono della voce è importante quando si svolgono diverse attività con i nostri bambini, attraverso la nostra voce catturiamo la loro attenzione, ad esempio: quando si legge una storia se si prova a narrarla con stupore, cambi di tono, aggiungendo un pizzico di teatralità noteremo subito che il bambino sarà più coinvolto, interessato e ricorderà più facilmente il racconto. Inoltre, GRIDA, URLA quando il bambino sbaglia, non sempre sono costruttive. Il rimprovero è educativo, ma il giusto tono fa la differenza; un tono severo ma calmo, guardando negli occhi il bambino, può far arrivare il nostro messaggio in maniera molto più chiara e costruttiva, senza il bisogno di gridare esasperandosi.

…Essere perfetti e impeccabili? IMPOSSIBILE! Però riflettere e provare a dedicare piccole attenzioni al nostro linguaggio comunicativo con chi ci circonda è POSSIBILE

Mati Thioune Tirocinante presso l’università di Roma Tre, Facoltà di Scienze della Formazione. Questo articolo è parte del lavoro di tirocinio e formazione che stanno svolgendo presso il Centro Dharma.

L’articolo è stato scritto sotto la supervisione della dott.ssa Mabel G. la Porta Pedagogista ed educatrice del Centro Dharma.

Bibliografia:

S. Vallières  L’arte di comunicare con i bambini. Le frasi e i comportamenti che funzionano davvero. Nuova ediz. edizione peltrinelli

Centro Dharma  Appunti del tirocinio anno accademico 2019/20



One thought on “ATTENZIONE AL LINGUAGGIO!

  • 18 Dicembre 2020 at 15:17
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    Interessante e molto bello

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