CREARE: UN MODO PER CRESCERE.

Dai tempi antichi il primo approccio dei bambini con la letteratura è dato dall’ascolto di ninne nanne, storie narrate e libri da sfogliare. Esse rappresentano la forma più antica di letteratura infantile che ai giorni nostri sembra svanire sempre di più, lasciando spazio a nuovi strumenti ormai troppo tecnologici. Questi ultimi in concomitanza  del cambiamento dello stile di vita genitoriale rischiano di compromettere la normale educazione dei bambini e il loro sviluppo psico-fisico. Infatti, come sostiene Lucia Cucciolotti: “ un allenamento della mente e del cuore, sin dai primi anni di vita di un bambino, può essere un arricchimento e un bagaglio importante cui attingere negli anni della crescita e dell’adolescenza”.

Ma come possiamo allenare la mente e il cuore?

Già dagli anni cinquanta  e sessanta, un pedagogista e scrittore italiano Gianni Rodari (il 23 ottobre scorso si sono festeggiati i 100 anni dalla nascita) ha sottolineato l’importanza di un posto nell’educazione destinato all’immaginazione come condizione necessaria per uno sviluppo ottimale della personalità. 

L’obiettivo dominante della pedagogia di Rodari è quello di far emergere la fantasia dei bambini attraverso svariate tecniche come ad esempio il raccontare favole senza finale in modo da aiutarli a stimolare l’esercizio creativo.  Ogni aspetto dei suoi racconti è espresso in chiave ironica e giocosa perché per l’autore non ci sono argomenti di cui non si possa parlare ai bambini poiché basta adattarli alle loro capacità e potenzialità. 

Ed è proprio nell’opera “Grammatica della fantasia” unico testo con valenza teorica di Rodari, che l’autore rileva l’importanza delle storie come strumento per sviluppare l’immaginazione e la creatività, nonché  la promozione del dialogo tra adulti e bambini. A testimonianza, nello scritto viene sottolineata l’importanza dell’uso della parola attraverso degli strumenti e tecniche del tutto innovative.

Per vivere una vita creativa, dobbiamo perdere la nostra paura di essere in errore.

Con questa citazione di Joseph Chilton Pearce possiamo collegarci ad uno dei concetti fondamentali della pedagogia rodariana: l’errore creativo.

Infatti molti degli “errori” commessi dai bambini possono essere in realtà il punto di partenza per creare una storia, “Sbagliando si crea”.

E’ bene ricordare, soprattutto ai bambini, quanto “l’errore” non sia fine a se stesso, ma possa essere un qualcosa da cui attingere, imparare e crescere.

Gianni Rodari dunque,  è un pilastro della pedagogia, i suoi insegnamenti senza tempo continuano inequivocabilmente a portare luce nei nostri cuori e nelle nostre menti.  Anche nella difficile situazione sanitaria globale che stiamo vivendo, l’autore  è stato protagonista di un momento importante: infatti, un insegnante delle elementari della città di Napoli dopo la chiusura delle scuole,  ha continuato a svolgere le  lezioni  leggendo le sue parole, nei suggestivi vicoli della città attirando l’attenzione non solo dei bambini ma anche degli abitanti, inneggiando la speranza ..

Se io avessi una botteguccia,

fatta di una sola stanza

vorrei mettermi a vendere

sai cosa? La speranza “ (…)

Syria Valentini e Jessica Giaccone Tirocinanti presso l’università di Roma Tre, Facoltà di Scienze della Formazione. Questo articolo è parte del lavoro di tirocinio e formazione che stanno svolgendo presso il Centro Dharma.

L’articolo è stato scritto sotto la supervisione della dott.ssa Mabel G. la Porta Pedagogista ed educatrice del Centro Dharma.

BIBLIOGRAFIA:

G. Rodari. Grammatica della Fantasia. Einaudi Ragazzi, 2013.

L. Cucciolotti. Manuale di Alfabetizzazione Emotiva. Una proposta per allenare il cuore. Edizioni Il Ciliegio, 2015.

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