EDUCAZIONE CIVICA

Ad introdurre nel nostro Paese l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole medie e superiori fu Aldo Moro, con D.P.R. n.585 del 13 giugno 1958. L’educazione civica, intesa come studio delle forme di governo di Cittadinanza, veniva insegnata nelle scuole obbligatoriamente per due ore al mese, affidate ai docenti di storia, senza valutazione. Col passare del tempo la disciplina ha conosciuto molteplici variazioni a livello semantico: con il Ministro Gelmini, infatti, l’educazione civica assume il nome di «cittadinanza e costituzione», con decreto legge n.137/2008. L’unico filo conduttore che ha legato le diverse esperienze ministeriali è stata la condizione dell’educazione civica considerata come non materia, riducendosi ad un argomento trasversale da inserire all’interno del percorso formativo, senza aver mai avuto la possibilità di occupare un posto adeguato all’interno di esso, come invece avrebbe auspicato lo stesso Aldo Moro. Nel 1991, l’insegnamento dell’educazione civica fu soppresso sotto il governo Giulio Andreotti, taglio giustificato dall’evoluzione di una società italiana che ormai non necessitava più di essa. A livello mediatico si diffuse inoltre l’immaginario di una materia noiosa e ricreativa, in quanto per l’educazione civica non era prevista alcuna valutazione. Il dibattito per un ritorno dell’educazione civica ha avuto come protagonisti molti personaggi politici e si è acuito nel tempo diventando ampio oggetto di discussione fino ai giorni nostri, nei quali si è avvertita la necessità di una sua re-introduzione nella scuola. La Legge 20 agosto 2019 n. 92, ha infatti previsto l’introduzione dell’insegnamento trasversale dell’educazione civica nel primo e secondo ciclo di istruzione . La legge considera la conoscenza della Costituzione Italiana come fondamento dell’educazione civica e soprattutto come criterio per identificare diritti, doveri, compiti e comportamenti personali finalizzati a promuovere il pieno sviluppo della persona, nonché la partecipazione di tutti i cittadini all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Viene posto al centro il principio della trasversalità dell’educazione civica, di fronte al quale le istituzioni scolastiche sono chiamate ad aggiornare i curriculi e le attività di programmazione didattica. Le legge prevede, inoltre, che in caso di assenza di docenti abilitati nelle discipline giuridico-economiche, l’insegnamento dell’educazione civica debba essere attribuito con contitolarità a più docenti, competenti per i vari obiettivi di apprendimento, concordati in sede di programmazione dai rispettivi Consigli di classe.

CRITICITA’ DELL’EDUCAZIONE CIVICA COME MATERIA TRASVERSALE

Il nostro Paese, ha dunque compiuto un grande sforzo circa la comprensione dell’utilità di una disciplina tutt’altro che trascurabile per la formazione dei nostri studenti e delle nostre studentesse. Tuttavia, riteniamo che gli aspetti da migliorare siano molteplici, e sintetizzabili in due punti: spazi e tempi.

La prima questione riguarda il fatto che l’educazione civica, considerata per molto tempo una materia tabù, necessita della presenza, all’interno delle istituzioni scolastiche, di una figura unica e professionalizzata in grado di padroneggiare a pieno l’insegnamento, che a nostro avviso dovrebbe essere riconosciuto come autonomo. Riteniamo che i contenuti siano talmente peculiari che ci sia bisogno di una figura appositamente formata e in possesso di tutte quelle conoscenze civiche che gli studenti dovrebbero acquisire. La questione è anche quella di offrire agli studenti la presenza di un’unica figura professionale da cui trarre beneficio, non solo in un ottica di continuità formativa e relazionale, ma anche in un ottica di qualità d’insegnamento, che può diventare significativa grazie a specifici percorsi di formazione e aggiornamento (i quali necessitano a loro volta di spazi e tempi difficilmente gestibili da docenti che devono addossarsi l’onere di insegnare più materie). Se osserviamo anche il carattere trasversale dell’educazione civica, ci rendiamo conto, infatti, di come essa corra il rischio di non trovare lo spazio che merita.

Riguardo ai tempi, se pensiamo all’ampiezza e all’importanza delle singole tematiche proprie dell’educazione civica, si evince la necessità di ampliare nelle nostre scuole le ore obbligatorie da dedicare alla materia: l’obbligatorietà di insegnamento pari a 33 ore annuali potrebbe infatti comportare il rischio di ridurre l’educazione civica a una mera infarinatura di conoscenze da acquisire, tralasciando invece l’approfondimento di questioni rilevanti per la formazione degli studenti.

Se l’educazione civica venisse considerata come materia autonoma, dotata di spazi e tempi adeguati, allora potrebbe davvero contribuire a una formazione completa dei ragazzi, i quali dovrebbero acquisire una formazione a 360° riguardo ai tre principali nuclei tematici cui ruota l’insegnamento:

  1. Costituzione, diritto (nazionale e internazionale), legalità e solidarietà: approfondimento delle principali leggi nazionali e internazionali e lo studio della Carta costituzionale per far conoscere agli studenti i propri diritti/doveri di cittadini attivi;
  1. Sviluppo sostenibile: conoscenza e la tutela dell’ambiente, del patrimonio e del territorio, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU;
  2. Cittadinanza digitale: sensibilizzazione e acquisizione di consapevolezza e responsabilità riguardo all’utilizzo dei nuovi strumenti digitali e mezzi di comunicazione.

L’educazione civica dovrebbe, pertanto, essere uno status di ogni uomo e rappresenta, inoltre, la chiave di ogni relazione. Educare in funzione dell’altro, di un “io e tu”, di un noi; Martin Buber diceva: “l’esistenza umana è da rintracciarsi nel dialogo nella capacità di stare in relazione con l’uomo e con la natura”. La conoscenza delle cose dell’uomo è continua, l’insegnamento è per sempre, tutto educa, il problema sorge quando ci chiediamo: cosa educa me e l’altro? Una chiave sottile, tra l’oggettività e la soggettività. Si diventa uomini migliori se fin dall’infanzia si riescono a sviluppare valori umani che rendono indispensabile il prendersi cura l’uno dell’altro, dove l’altruismo prende il posto dell’egoismo, dove il diverso è visto come me, te senza pregiudizio, ma semplicemente per quello che è. Ci viene in mente il logo della Dott.ssa Mabel Giulia La Porta, soprattutto la parte in cui dice: “sii tu l’adulto di cui avevi bisogno quando eri bambino“ . E’ da qui che parte la sfida per i pedagogisti e gli educatori, cambiare per migliorare una civiltà fatta di “io, io, io”, avere uno sguardo verso l’alto e non verso il basso, vedere a 360° gradi.

METODOLOGIE EFFICACI IN CLASSE

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Ottenere degli spazi e dei tempi funzionali all’insegnamento dell’educazione civica non contribuirebbe a un apprendimento qualitativamente rilevante se trascurassimo la questione di quali metodologie adottare in contesti particolari come la classe: insegnare educazione civica non deve ridurre i nostri studenti a memorizzare passivamente i principi relativi alla Costituzione, all’ambiente o alla cittadinanza digitale, ma bisogna insegnare a praticarli e a viverli quotidianamente nella comunità. E’ necessario che le scuole creino degli ambienti di apprendimento volti a stimolare negli studenti il coinvolgimento personale e la risoluzione di problemi a partire dall’esperienza. Per favorire tutto questo si potrebbe puntare su una metodologia di tipo laboratoriale, che può essere efficace qualora fosse una metodologia capace di far compiere agli studenti scelte e azioni che possano far acquisire, a loro volta, responsabilità e autonomia. Deve poter offrire agli studenti la possibilità di adottare in ogni fase del lavoro molteplici strumenti (narrativi, giochi di ruolo, simulazioni, ecc) e di sperimentare situazioni di problem solving (didattica per problemi). Infine, non bisogna trascurare l’importanza degli aspetti relazionali e collaborativi, che possono essere gestiti e sviluppati attraverso l’utilizzo di strategie ludiche.

Fra le tecniche che si prestano maggiormente all’insegnamento dell’educazione civica potremmo considerare il Brainstorming o il Circle time, utili per favorire l’espressione individuale e il confronto di gruppo. E’ anche molto importante progettare spazi di attività, sia individuale che collettiva, e spazi dedicati all’analisi e al confronto delle esperienze, necessari per elaborarne i significati.

Inoltre, negli ultimi anni, la Gamification sta utilizzando elementi di game design in contesti diversi dal gioco, nell’ambito dell’educazione civica, per raggiungere determinati obiettivi. L’apprendimento attraverso il metodo del gioco stimola la persona, non annoia e crea partecipazione.

UN’EDUCAZIONE BASATA SUL PENSARE, SUL FARE E SULL’ESSERE

Nuove metodologie di apprendimento, possono essere sviluppate nei bambini, adolescenti, adulti e anziani per far acquisire quelle abilità e competenze nel saper fare, e poi saper essere, da mettere in campo nella vita. L’apprendimento viene dall’esperienza, dal fare: un’educazione basata sul fare e cosa non fare rimane impressa nella mente. La teoria deve, pertanto, essere accompagnata sempre dalla pratica; senza pratica, ”verba volant” e  l’esperienza insegna per la vita. Il fare, per poi poter essere. Dunque, solo se l’insegnamento dell’educazione civica diventasse pratico, esplorativo, riflessivo e collaborativo, potrebbe contribuire alla formazione del discente inteso come cittadino attivo, artefice della propria vita e dotato di pensiero critico. Sviluppare nel discente la capacità di pensare criticamente rappresenta il punto di partenza per una cittadinanza fatta di uomini pensanti, dove le regole, l’educazione e la civiltà vanno di pari passo; e si traduce, infine, in un’urgenza educativa estremamente necessaria per muoversi all’interno di un panorama sociale sempre più complesso come il nostro.

A cura di Veronica Columbro e Laura Liguori tirocinanti presso il Centro Dharma. l’artico è stato scritto sotto la supervisione della dott.ssa Mabel Giulia la Porta

SITOGRAFIA

www.agendadigitale.eu

https://i404.it/attualita/cronaca/educazione-civica-scuola/

www.filosofico.net

www.istruzione.it/educazione_civica/allegati/Linee_guida_educazione_civica_dopoCSPI.pdf

www.italiaoggi.it

www.latteseditori.it/images/blog/pdf-scaricabili/Come_insegnare_educazione_civica_in_modo_interdisciplinare.pdf

www.orizzontescuola.it

www.senato.it

One thought on “EDUCAZIONE CIVICA

  • 19 Maggio 2021 at 12:26
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    Molto interessante

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