IL DISTURBO DEL SONNO NEL BAMBINO

Il sonno è un momento molto importante della nostra vita, dal quale dipende una buona giornata, e non solo. Il sonno, infatti, rientra tra i fenomeni biologici di base, e influenza numerosi fattori: crescita e sviluppo intellettivo, memoria e rendimento scolastico, appetito e metabolismo energetico, regolazioni ormonali, prevenzione dell’obesità, prevenzione della cefalea, prevenzione di iperattività e ADHD, prevenzione del rischio cardiovascolare, prevenzione della depressione e di incidenti di ogni tipo. Essendo un fenomeno biologico, esso può presentare anche alterazioni. I disturbi del sonno sono classificabili in tre diversi grandi campi:

  • le insonnie: sono un disturbo caratterizzato dall’incapacità di prendere sonno nonostante ce ne sia il reale bisogno fisiologico oppure, sono continui risvegli notturni che impediscono una giusta continuità del sonno;
  • le ipersonnie: sono definite come l’eccessiva sonnolenza diurna, sono caratterizzate da una maggiore necessità di sonno durante il giorno;
  • le parasonnie: sono più frequenti nei bambini in età prescolare e scolare.

Inoltre, la televisione, il cellulare, il tablet ed i videogiochi sono strumenti che se utilizzati eccessivamente incidono negativamente sul sonno. La televisione, il solo averla in stanza, influisce sui ritmi di sonno e veglia, causando lo spostamento dell’iniziazione del sonno; le luci emesse da questi strumenti, possono influenzare il normale ritmo circadiano (caratterizzato da un periodo di circa 24 ore) del bambino. Il “ritmo biologico” è la ripetizione sistematica di un tipo di attività che compie il nostro organismo, e che muta nel tempo. Quando nasce, il bambino ha un ritmo biologico che oscilla tra le tre e le quattro ore, durante le quali compie attività, come mangiare e dormire. A partire dal terzo\quarto mese di vita, il bambino cambia il suo ritmo biologico, che raggiunge le sei ore e di riposo; al compiere del sesto mese, può toccare anche le dodici ore di fila di riposo: un vero regalo per i genitori! È un ritmo, quindi, che può essere paragonato a un orologio che può funzionare più o meno bene, in base ad abitudini buone\scorrette e agli stili di vita del bambino e della sua famiglia. La maggior parte dei bambini di oggi cresce in un ambiente dove entrambi i genitori svolgono un’attività lavorativa che occupa molto tempo; il bambino dunque cresce in un ambiente diverso (per esempio: asilo nido, casa dei nonni, ecc.) dove il sonno col passare dei mesi potrebbe alterarsi; è dunque molto importante che i genitori sfruttino bene quel poco tempo che hanno per stare a casa con i propri figli. La camera da letto contribuisce nella catena del rituale, perché fa parte ed influisce sull’inizio del sonno. Mantenere un ambiente tranquillo, buio e fresco sono aspetti che promuovono un’efficace “igiene del sonno”. Meglio evitare la presenza in camera di apparecchi elettronici: come il televisore o il computer, perché come scritto in precedenza le luci emesse da questi strumenti o la sola presenza fisica possono influenzare il normale ritmo del bambino e dunque influire sulla qualità e la durata del sonno. Un elemento chiave necessario per un’efficace igiene del sonno, consiste nel creare un programma di sonno costante da applicare tutti i giorni, che parte alla sera prima di iniziare con la routine della messa a letto fino al giorno successivo, orario della sveglia. I disturbi del sonno in età pediatrica sono una problematica sempre più frequente, che coinvolge continuamente più bambini e più famiglie. Da qui, la necessità di offrire possibili metodi risolutivi ai genitori.

SCHEMA DI RIEDUCAZIONE AL SONNO

  • Creare un rituale all’addormentamento (salutare i giochi, raccontare una favola, cantare la ninna nanna, ecc.), perché il piccolo associ una condizione piacevole all’inizio del sonno;
  • stare con il bambino, fino a renderlo tranquillo, ripetendo ogni sera frasi come “La mamma ti vuole bene, ma adesso tu imparerai a dormire da solo con i tuoi giochi”;
  • parlare al bimbo anche da lontano, fuori dalla stanza, per rassicurarlo sul vostro ritorno;
  • il piccolo va messo a letto con pochi oggetti familiari che possono tranquillizzarlo durante i risvegli notturni;
  • lasciare la stanza, spiegando al bambino dove si va e perché (per esempio, dire di andare in cucina per bere un po’ d’acqua, per poi tornare da lui);
  • se incomincia a piangere, non intervenire immediatamente, ma dopo un breve periodo di 10 secondi, da protrarre di altri 10 secondi la sera successiva, e così via.

COME AIUTARE IL BAMBINO A DORMIRE MEGLIO? ALCUNI CONSIGLI…

  • Mettete il bambino nella culla o nel lettino ancora sveglio
  • Dategli un oggetto per addormentarsi
  • Seguite degli orari regolari durante il giorno
  • Cercate di instaurare un rituale per l’addormentamento
  • Separate bene le attività che fa di giorno da quelle che fa di sera o di notte
  • Insegnategli che la notte è fatta per dormire
  • Scegliete insieme le cose da fare prima di andare a dormire (es.: quale pigiama, quale canzoncina, ecc.)
  • Ricordate al bambino con un certo anticipo quando arriva l’ora di andare a dormire
  • Durante i pasti notturni, interagite il meno possibile con il bambino
  • Incoraggiate il bambino ad addormentarsi da solo
  • Mantenere ritmi e orari regolari
  • Evitate di addormentare il bambino in braccio o al seno/biberon
  • Evitate di farlo stancare pensando che si addormenti più facilmente.

Genitori ed educatori possono avere a che fare con difficoltà legate al sonno infantile, dal momento in cui non è sempre facile intervenire. Il sonno, infatti, non rappresenta solamente un bisogno fisiologico, ma anche un bisogno di relazione e di cura. Conoscere il sonno di un bambino, quindi, vuol dire comprendere meglio la sua vita emotiva, il modo in cui egli stesso reagisce al disagio. Il lavoro che gli educatori sono chiamati a svolgere sul bambino deve ricevere forte attenzione, al fine di adottare metodologie di cura che diano la giusta importanza al piccolo e ai suoi bisogni, sia biologici che affettivi.

Maria Manno e Giulia Pagliaroli Tirocinanti presso dell’università di Roma Tre, Facoltà di Scienze della Formazione. Questo articolo è parte del lavoro di tirocinio e formazione che stanno svolgendo presso il Centro Dharma.

L’articolo è stato scritto sotto la supervisione della dott.ssa Mabel G. la Porta Pedagogista ed educatrice del Centro Dharma.

BIBLIOGRAFIA: L’insonnia in età evolutiva, Oliviero Bruni, Marco Angriman (2015). Datta, A. N., & Vella, S. (2009). Le sommeil de l’enfant – troubles du  sommeil et investigations, 20(5), 30–40. Brockmann, P. E., Diaz, B., Damiani, F., Villarroel, L., Núñez, F., & Bruni, O. (s.d.). Impact of television on the quality of sleep in preschool children. Sleep Medicine. http://doi.org/10.1016/j.sleep.2015.06.005. Eduard Estivill; Dromi, bambino dormi. Guida rapida al sonno dei bambini, (2002).

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