“Meglio combattere con un nemico in carne ed ossa che con un fantasma”.
E’ passata da poco la settimana nazionale della dislessia e ho voluto lasciare un messaggio importante con un video girato il giorno del mio compleanno sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/centrodharmapsicoedu/
I dislessici non sono meno intelligenti, anzi imparano e come.! Lo fanno solo in maniera diversa.
Tutti i bambini dislessici, o ad essere più corretti, l’80% di essi, nei primi 3-5 anni di vita non mostrano nessuna difficoltà di relazione sociale, al nido, a casa, nello sport, ai giardinetti o in ludoteca sono sempre bambini solari, socievoli eccezionali per le loro abilità. Spesso parlano e comunicano più precocemente rispetto ai “non dislessici”. Sulla rivista Prospettiva EP la professoressa Grasselli e le dottoresse Lucarelli e Consoni, tecnici del settore e responsabili del servizio di tutorato per ragazzi dislessici dell’università di Roma tre, affrontano questi temi nell’articolo “Disagio e disturbi specifici dell’apprendimento: Dalla scuola all’università, un percorso tra difficoltà e creatività.[1]
È con la scuola elementare e in alcuni casi con la materna, che il problema dislessia esce allo scoperto. Frustrazione, ansia, paura, isolamento, depressione, rabbia. Questo è ciò che provano non solo i bambini ma anche le Mamme e i Papà, che si sentono impotenti e terrorizzati! In Italia i DSA sono isole deserte, argomenti tabù, cose di cui si è sentito parlare, di cui oggi va “di moda parlar” ma per il quale ancora non si è trovato un vero metodo di risoluzione del problema. Speriamo che con il tempo questo venga colmato con la legge sui DSA, legge 107/2010 . L’AID[2] che dal 1997 si occupa di colmare il vuoto riguardo ai problemi di dislessia, ha realizzato importanti progetti e convegni proprio per far conoscere la dislessia e tutti i DSA collaborando con istituzioni e servizi che si occupano dello sviluppo e dell’educazione dei bambini. È stata promotrice della nuova legge sui DSA e attualmente si occupa di sostenere i dislessici e le loro famiglie facendo si che tutti sappiano della legge 107/2010 per far si che le scuole garantiscano un aiuto concreto. Però da parte della scuola c’è ancora molto disinteresse e ignoranza in merito. È fondamentale come prima cosa sensibilizzare al problema i tecnici di settore. I sostegni che vengono adottati (computer, calcolatrici, audio-libri) non bastano. Giacomo Stella definisce la dislessia “ non solo una difficoltà di lettura ma anche una condizione conflittuale di vita”[3]. Ed è proprio su questo che mi vorrei soffermare. Il problema non è tanto nel disturbo; (con la dislessia si può convivere e si è in grado di raggiungere ottimi livelli) ma nel modo in cui la scuola lo dovrebbe affrontare.
Sono tanti, troppi gli insegnanti che ignorano e sottovalutano il problema anche con precise diagnosi a disposizione e dopo colloqui con logopedista e foniatra. Non si può far passare bambini e ragazzi intelligenti per definizione come stupidi, incapaci e bisognosi di sostegno!
“ In questo clima di incomprensione e di difficoltà non potete immaginare come vive la sua giornata un bambino dislessico fra scuola e compiti… gli anni della spensieratezza sono anni di calvario” [4].
E’ quindi fondamentale che in questo clima di confusione totale ciò di cui ci dobbiamo preoccupare è far si che i nostri ragazzi, figli e studenti, siano tutelati da un sistema scolastico inadeguato ma che sta cercando, con le nuove leggi e riforme, di mettersi in pari. Diagnosi corrette e tempestive, e sostegno scolastico e extra scolastico per rendere più sereno possibile il percorso di apprendimento di questi ragazzi è il giusto passo verso il recupero di un gup della scuola italiana.
Per informazioni. 0669360334 3383954729 info@dharma-psicologiaroma.it
Note:
[1] Grasselli B. Lucarelli C. Consoni D. “ Disagio e disturbi specifici dell’apprendimento: dalla scuola all’università, un percorso tra difficoltà e creatività” Prospettiva EP n.3., Armando Editori,2010
[2] AID Associazione Italiana Dislessia piazza dei Martiri 1/ 2 40121, Bologna.
[3] Stella G. “La dislessia” Il Mulino, Bologna, 2004.
[4] Grenci R “ Capire per imparare un approccio meta cognitivo ai disturbi specifici di apprendimento” Città aperta, Tirrenia, 2003.
