Ricominciamo dall’educazione per crescere una nuova generazione di giovani rispettosi

Ci sono numerose illusioni dalla parte del sistema educativo moderno; tra queste la convinzione che la felicità e l’appagamento dipendono dal successo materiale. Un’altra illusione è che una vasta conoscenza sia garanzia di successo in ogni campo.[1] “Per preparare i ragazzi ad affrontare la vita in modo realistico, l’educazione dovrebbe incoraggiarli ad apprendere la vita stessa e a considerare con scetticismo un insieme di nozioni fisse che sono state tramandate da una generazione all’altra senza mai essere messe in discussione. L’ educazione deve essere soprattutto esperienziale e non semplicemente teorica. In questa semplice rivoluzione dell’esperienza diretta, non solo per quanto riguarda la ricerca scientifica, ma ancor nell’ambito delle discipline umanistiche, giocano i semi di un nuovo e rivoluzionario sistema educativo ti ho chiamato educare alla vita”[2]

Da educatore che da anni lavora in contesti scolastici e parascolastici ho sempre cercato di insegnare ai bambini con il quale mi rapportavo, il rispetto reciproco e la parità di genere; argomento hot (lo è stato in particolar modo nell’ultimo anno) e a mio avviso dovrebbe essere tra i principali temi educativi di ogni genitore sia di figli maschi, sia femmine. Per entrambi è fondamentale imparare fin da piccolissimi che maschi e femmine vengano trattati allo stesso modo, con gli stessi diritti e le stesse chance. Non bisogna mai perdere alcuna occasione di insegnare loro questo importante messaggio, perché più lo faremo, più cresceranno equilibrati, maturi e totalmente privi di quell’ignoranza e quei beceri e anacronistici pregiudizi che, purtroppo, sopravvivono anche nel mondo di oggi. Ovviamente con un bambino piccolo bisogna veicolare questo messaggio in modo che suoni forte e chiaro.

Primo Suggerimento: La diversità di genere è ancora ben radicata nella nostra cultura e spesso noi stessi non ci rendiamo conto di considerare “normali” alcuni gesti e atteggiamenti che non lo sono affatto.  Errore lampante è quando parliamo del nostro lui che si alza da tavola e si butta sul divano senza sparecchiare il suo piatto, o di quando al parco i maschietti rifiutano di far giocare una bambina a calcio con loro. Ecco, sono questi i gesti che dobbiamo imparare a notare e su cui intervenire spiegando in parole semplici e comprensibili (in base all’età del bambino) perché sono sbagliati e senza senso. Inoltre cerchiamo noi donne per prime, di non atteggiarci a quel tipo di donna che ha bisogno di essere salvata. Dimostriamo loro che una donna può fare esattamente le stesse cose che fa un uomo, con forza interiore e determinazione. Abbiamo il coraggio delle nostre scelte, non abbiamo paura di mostrare ciò che siamo – a volte deboli, insicure, o persino disperate, ma capaci di rialzarci ogni volta.

Secondo suggerimento: Secondo alcuni studi, all’età di 2 anni, i bambini iniziano a notare le differenze fisiche tra maschi e femmine. All’età di 3, i bambini iniziano ad associare determinati ruoli e comportamenti ai due generi. Ad esempio, un bambino potrebbe pensare che i maschi non giocano con le bambole o che le femmine non amano macchinine e soldatini. A quell’età i bambini iniziano a cercare indizi nel loro ambiente e poi li mettono insieme per capire come funziona il mondo. È quindi il periodo perfetto per iniziare ad introdurre l’argomento, contrastando gli atteggiamenti sbagliati. Quante volte avete sentito dire “Non piangere, sembri una femminuccia?”

È questo l’atteggiamento da correggere evitando di etichettare.

Terzo Suggerimento: di solito con le bambine ci viene naturale farci aiutare nei lavori di casa più semplici e alla loro portata: apparecchiare, fare il letto, piegare i loro vestiti, spolverare. Perché con i maschi invece non ci viene in mente? Non solo se abbiamo figli maschi e femmine, ma anche se abbiamo solo dei maschietti è importante coinvolgerli sempre nelle faccende di casa. Dal rifarsi il letto a sparecchiare e aiutarci a lavare i piatti, al preparare una torta insieme.

Quarto Suggerimento: ben presto i bambini avranno a che fare con l’ignoranza, il pregiudizio, l’intolleranza. Già dall’infanzia capiterà loro di essere criticati, presi in giro, esclusi. Ecco perché è importante imparare a credere in loro stessi e difendere i propri diritti. Insegniamo loro a rispettare il punto di vista e le opinioni altrui, ma anche a non lasciare che scalfiscano mai la loro autostima. Una battuta crudele non deve necessariamente ferirci: sta a noi stabilire il peso che il giudizio altrui ha su di noi. Questi discorsi non valgono solo per le figlie femmine. Infatti, nella paura (più che giustificata) che siano vittime di discriminazioni e di una mentalità retrograda e maschilista purtroppo ancora diffusissima, rischiamo di cadere nell’errore opposto. Anche i maschi hanno bisogno di affetto, rassicurazioni e sicurezza. Ognuno ha i suoi punti di forza e di debolezza e non è possibile comportarsi esattamente allo stesso modo con tutti i vostri figli, perché sono persone completamente diverse tra loro. Ma è importante che ognuno di loro senta di occupare un posto altrettanto importante.[3]

Dott.ssa Mabel G. la Porta

Pedagogista ed Educatrice

[1] S. Kriyananda, Educare alla vita – il sistema educativo che prepara i bambini e adulti a trovare la vera gioia, Ananda Edizioni, Gualdo Tadino 2011, p. 3.

[2] M. Montessori, Dall’infanzia all’adolescenza, C. Tornar (a cura di), FrancoAngeli, Milano 2009.

[3] A. Sarfatti, Quante tante donne; le pari opportunità spiegata ai bambini, Mondadori, Milano 2008.

 

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